21.08.2026
L’umorismo non ha età - 10 anni di visite clownesche nelle case di riposo
Organizzazioni socie della FederazioneQuando arrivano i clown, gli anziani si risvegliano: cantano, ballano, scherzano e soprattutto si ride di cuore. Interazioni spontanee, sketch divertenti e brani musicali conosciuti rendono più leggero il quotidiano e permettono di dimenticare, almeno per un momento, la vita quotidiana.
Incontri individuali, non spettacoli: le visite clownesche non sono esibizioni teatrali, ma incontri individuali, spontanei e sensibili. «È sempre una coppia di due clown che visita una casa di riposo. Incontrano le residenti e i residenti nelle loro stanze, nelle sale comuni o in giardino», spiega Erich Meraner, presidente di Comedicus. «Le visite vengono concordate con le direzioni delle strutture e tengono conto delle situazioni e dei bisogni particolari. I clown rimangono circa due ore nella struttura e, al termine, si svolge una breve riunione di confronto con il personale.»
Un progetto possibile solo grazie al sostegno: i clown sono professionisti e vengono retribuiti per il loro lavoro da Comedicus. Grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio dell’Alto Adige, è possibile visitare regolarmente legli circa 80 case di riposo presenti sul territorio. Comedicus si finanzia attraverso contributi pubblici, donazioni, sponsor e la destinazione del 5 per mille della dichiarazione dei redditi. «Garantisco personalmente che ogni euro viene impiegato in modo responsabile e trasparente», sottolinea Erich Meraner. Anche il sigillo “Donazioni Sicure” conferma la massima trasparenza dell’associazione Comedicus.
L’umorismo come terapia: è dimostrato che ridere è una vera e propria terapia. Rilassa, allevia la paura, rafforza il sistema immunitario, attiva le capacità di autoguarigione, dona speranza e migliora la qualità della vita. Le visite dei clown sono quindi molto più di una semplice distrazione. «I clown portano gioia e leggerezza alle persone. Sono un raggio di luce nel quotidiano degli anziani », racconta Meraner: «Favoriscono il benessere, rafforzano il senso di comunità e regalano momenti di autentica felicità. Anche le persone con demenza o difficoltà comunicative traggono grande beneficio dalle visite, e infine anche familiari e operatori vivono questi incontri come un sollievo prezioso nella routine assistenziale.»
Foto: Comedicus
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